La storia del punto interrogativo spagnolo di Redazione

    Vi è capitato mai di imbattervi nel punto interrogativo capovolto posto a inizio frase (questo “¿” per intenderci), leggendo un testo in spagnolo? Ebbene, questo particolare segno di punteggiatura ha una storia altrettanto peculiare.

    Come nelle altre lingue, in passato, anche il punto di domanda spagnolo era singolo e posto alla fine della frase. Le cose cambiarono poi nel 1754 quando nella seconda edizione della Ortografía de la Real Academia divenne regola iniziare le domande con il segno di apertura dell’interrogazione capovolto (¿) e terminarle con il comune segno di interrogazione (?).

    La stessa regola venne adottata per il punto esclamativo (¡) e (!). L’adozione di questo tipo di grafia fu lenta tanto che fino alla fine del XIX secolo circolarono libri che non la utilizzavano. Con il passare del tempo, però, l’uso si diffuse fino a diventare regola.

    Con velocità tipica dei mezzi di comunicazione odierni – almeno nella lingua informale – si sta perdendo l’abitudine di iniziare la frase di interrogazione con il segno capovolto. Questo vale soprattutto per il linguaggio usato nel web e negli sms.

    Ecco cosa si sostiene su Wikipedia a tale proposito:

    “È normale ad esempio che in chat ispanofone si usi, per domandare, solo il segno (?), per risparmiare tempo-tastiera. E naturalmente molti giovani tendono a generalizzare questa pratica e a riprodurla, benché non corretta, nei compiti di scuola (anche in classe), commettendo così un errore di ortografia.”

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