Due giorni a Madrid di Redazione


    Viaggio a MadridUn po’ depresso per questioni personali, mi lasciai convincere da un amico che mi corteggiava da giorni per accompagnarlo per un viaggetto di tre giorni a Madrid. Il lato economico, in tutta sincerità, era appetibile: offerte di voli low cost per Madrid e un bed & breakfast a ottimo mercato non troppo lontano da Puerta del Sol. Dopo alcune resistenze, vinsi apatia e pigrizia e mi imbarcai in questa breve avventura. Ora ringrazio il mio insistente compare: un viaggio bellissimo, una ventata di freschezza di vita e di cultura.

    Appena arrivati, abbiamo raggiunto il nostro bed & breakfast e provveduto immediatamente alla sistemazione: disfatte le valigia una doccia e via, nella famigerata movida madrilena. Innanzitutto un giro al centro, dove è stato evidente fin da subito che la città è vivissima. Orde di giovani si muovevano per la città bevendo e visitando diversi pub e locali nella stessa sera. Abbiamo bevuto una birra, mangiato tortillas e bocadillos, gustosissimi, e via di pub in pub, dove abbiamo conosciuto senza difficoltà numerosi ragazzi. Fare amicizia con gli spagnoli, socievolissimi, è un gioco da ragazzi. Non abbiamo voluto far tardi, desideravamo essere abbastanza freschi per il giorno seguente e così siamo andati a dormire verso le due.

    Il giorno dopo alcune mete obbligate: Museo del Prado e El Parque del Buen Ritiro.

    Il Museo è impressionante. Le più importanti opere d’arte dei più importanti pittori del mondo in un unico palazzo. Goya, Raffaello, Velazquez, Caravaggio… c’è da stordirsi dinnanzi a tutta quella bellezza. E, diciamolo, anche un po’ sentirsi orgogliosi per quanti artisti di così celeberrima importanza l’Italia ha saputo dare. Il Parco è immenso e passeggiare sotto i suoi alberi e un godimento, specialmente per i polmoni che fanno il pieno di aria fresca e pulita. Per i suoi viottoli ci si imbatte in musicisti estemporanei, artisti e saltimbanchi, nonché in pittori di strada o caricaturisti di bravura eccezionale.

    La sera la dedichiamo alla scoperta di birrerie e locali, ma vista Puerta del Sol e l’imponente Palazzo Reale decidiamo di folleggiare un po’ a Chueca, che i ragazzi della sera precdente ci hanno indicato come il quartiere più trasgressivo e particolare della città. Si raggiunge comodamente con la metro, c’è la fermata omonima. In effetti non gli potevamo dar torto: è una zona di cultura “alternativa”, frequentato massivamente da ragazzi più giovani in cerca di divertimento più “colorito”. I party in discoteca durano fino al mattino e fino all’alba, infatti, abbiamo danzato in diversi posti, tutti divertenti.

    Non ci resta che guadagnare la via dell’aeroporto pur senza una notte di sonno sulle spalle (mi auguro che i sedili dell’aereo si prestino bene a questo), ma con la gioia di un’esperienza davvero divertente. Da ripetere, sicuramente.

    Di Michele Scrittore

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